Pillole da FORUM PA 2019

L'abbiamo ascoltato nelle sue visionarie conclusioni a FORUM PA 2019, approfondiamo qui il punto di vista sullo Smart Working di Francesco Raphael Frieri - Direttore Generale, Risorse Europa Innovazione Istituzioni della Regione Emilia Romagna - attraverso l’intervista realizzata da Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA, poco prima del suo intervento al convegno Verso uno Smart Working maturo: appunti di un viaggio in VeLA.

L'abbiamo ascoltato nelle sue visionarie conclusioni a FORUM PA 2019, nelle quali Francesco Raphael Frieri, Direttore Generale, Risorse Europa Innovazione Istituzioni della Regione Emilia-Romagna, ci invitava a riflettere su come lo Smart Working fosse indispensabile tra i motivi per rendere la PA attrattiva e a domandarci come potere convincere altre organizzazioni pubbliche e private a proseguire sulla strada tracciata da questo nuovo modello di lavoro. Approfondiamo qui il suo punto di vista sullo Smart Working attraverso l’intervista realizzata da Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA, poco prima del suo intervento al convegno Verso uno Smart Working maturo: appunti di un viaggio in VeLA.

Non si può fare innovazione senza investire sulle persone. Il che significa avere il coraggio di investire sulle persone attraverso la formazione, permettere loro di lavorare meglio, essere buoni datori di lavoro.

In questo contesto, lo Smart Working rappresenta una formidabile occasione per ripensare i modelli organizzativi, se si è capaci di coglierla come un’opportunità di crescita.

“Ripensare i tradizionali modelli di lavoro - afferma Francesco Raphael Frieri - vuol dire liberare le persone dal problema del badge e del “timbrare il cartellino” e dall'idea malsana che siano le mansioni a definire la dignità del lavoratore”. Tra le aspettative attese dal progetto VeLA c’è anche la volontà di ridare orgoglio e fiducia nell’appartenere ad una PA di professionisti.

“Ad oggi sono circa 150 gli smart worker in Regione Emilia-Romagna, che saranno 300 entro fine anno, e il doppio nel 2020. Molti telelavoratori si stanno avvicinando allo Smart Working - spiega Fieri - che non è un approccio ottocentesco alla produzione né un contratto, ma una modalità di lavoro”.

Quali sono gli elementi caratterizzanti lo Smart Working in Regione? Il DG risponde per punti:

  • Risultati già ottenuti
  • 14mila kg di CO2 risparmiati
  • 1 ora di tempo vita guadagnata per ogni giornata di smart working
  • 3 gg e 1/2 a settimana in Regione poiché la focalizzazione è sulla responsabilità personale sul raggiungimento degli obiettivi di medio termine
  • Rischi
  • eccessiva assenza priva lo smart worker di quella necessaria socializzazione (rilevato dai primi questionari somministrati agli smart worker)
  • Benefici evidenziati dai dirigenti
  • aumentata produttività
  • Valori sottesi al modello di smart working
  • conciliazione dei tempi di vita lavoro basata sulla responsabilità e autonomia individuale
  • Problemi e sfide nuove
  • diritto alla disconnessione
  • software e sistemi operativi non sempre costruiti intorno all'intuizione del singolo lavoratore
  • non esiste una fonte normativa e un'attitudine nella leadership manageriale pubblica a medio termine (come esiste per i professionisti).

Come sarà, dunque, partendo da questi presupposti l’Amministrazione tra 10 anni?

Sarà molto più snella di quella che è oggi, con dirigenti e dipendenti cosmopoliti e poliglotti - inizia così Francesco Raphael Frieri a raccontarci la sua visione di futuro sull’innovazione nella PA - ci sarà un ricambio generazionale conflittuale, poiché la generazione zeta e quella dei millennials saranno in conflitto con quelle precedenti, e le skill di base saranno rappresentate dalle competenze digitali, in particolare su Data Science e Sistemi Informativi, perché - come ribadito dal Direttore Frieri anche nel convegno Verso uno Smart Working maturo: appunti di un viaggio in VeLA - “per potere dirigere la PA bisogna essere (anche) Data Scientists”.

Intanto, in programma per il prossimo triennio la Regione ha già previsto ben 824 assunzioni concentrate in sole 6 famiglie disciplinari per le quali si cercheranno più attitudini e capacità (logica matematica e valori) che saperi in senso stretto.

Se è dunque vero che “Senza le persone - adeguatamente formate diremmo noi - non si cambia la PA”, senza un cambiamento organizzativo che punti sull’adozione di un nuovo modello di lavoro, come lo Smart Working, “gli impiegati della PA” non potranno mai veramente trasformarsi in professionisti.

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pubblicato il 2019/07/03 14:21:00 GMT+2 ultima modifica 2019-07-03T15:27:21+02:00