Pillole da FORUM PA 2019 Appunti di un viaggio in VeLA: “le voci delle PA coinvolte”

Gli impatti dello Smart Working sulle logiche di funzionamento e di governo di una città e sulle politiche per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

L'abbiamo ascoltata nel suo pitch a FORUM PA 2019, nel quale ci raccontava come lo Smart Working non apporti benefici solo alle persone e alle aziende ma anche all’intera collettività, rappresentando uno straordinario fattore abilitante della Smart Sustainable City. Torniamo ora a confrontarci con Mariagrazia Bonzagni, Direttore dell'Area Personale e Organizzazione e dell’Area Programmazione Controlli e Statistica del Comune di Bologna, per capire come lo Smart Working impatti sulle logiche di funzionamento e di governo di una città e sulle politiche per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

“L’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 ONU punta a Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili- esordisce Bonzagni - la sostenibilità è un tema, dunque, che va al di là del solo ambito “ambiente” e lo Smart Working, in questo processo, costituisce una leva che consente di rafforzare il capitale sociale di una comunità e i legami economici, sociali e ambientali con il territorio. È una delle poche occasioni che abbiamo per fare qualcosa alla nostra portata, usando il ruolo e la “spinta gentile” dell’amministrazione locale per coinvolgere sia il settore pubblico che quello privato”.

Qui si inserisce l’esperienza del Comune di Bologna, dove lo Smart Working è parte di un più ampio progetto di innovazione organizzativa avviato nel 2012 con l’obiettivo di cambiare il modello organizzativo valorizzando le competenze delle persone nel favorire il miglioramento continuo dell’organizzazione, creando comunità di pratica e promuovendo il cambiamento degli stili manageriali e relazioni più orizzontali. Con l’introduzione dello Smart Working, quindi, grazie anche agli sviluppi normativi in materia, a partire dalla Direttiva n. 3/2017 della legge Madia, è stato possibile rafforzare e consolidare la People Strategy dell’Ente.

“Il Comune ha un contatto e un rapporto forte con la propria collettività e i propri stakeholder - spiega Bonzagni - autonomia, responsabilità, modello agile dell’organizzazione sono le parole chiave sulle quali si sta costruendo la strategia d’implementazione del modello di Smart Working”.

Il Comune di Bologna non ha previsto una call interna per la partecipazione allo Smart Working, ma ha deciso di avviare la sperimentazione ingaggiando alcuni team, partendo dai dirigenti, coinvolgendo poi i loro dipendenti e collaboratori, circa 110 persone in sperimentazione, scelte sulla base della maturità digitale e dell’autonomia. Ed ora l’obiettivo è estendere gradualmente la sperimentazione a tutta l'organizzazione.

La sperimentazione così definita ha portato alla creazione di gruppi di lavoro coesi e orizzontali che collaborano attivamente alla programmazione degli obiettivi, ai processi di follow up e di feedback continuo.

“Il plus che introduce lo Smart Working - afferma Bonzagni - risiede nel cambiamento organizzativo, altrimenti si fa telelavoro, che è una misura ben diversa, adottata per la conciliazione vita-lavoro, ma che non cambia né il modello aziendale né la cultura organizzativa”.

Lo Smart Working, inoltre, necessita di tecnologie per rendere concrete le sue pratiche e i suoi modelli ed è anche una grande leva per abilitare la Digital Transformation all’interno della PA.

Un esempio? “Oggi stiamo raccontando il nostro progetto sulla Intranet aziendale che sta evolvendo verso il Digital Workplace, l'ambiente di lavoro digitale, l'equivalente virtuale del luogo di lavoro fisico”, racconta Bonzagni. E allo stesso tempo il Comune sta avviando diversi progetti di dematerializzazione e digitalizzazione, processi che si stanno contaminando a vicenda: dall’adozione di software e strumenti di produttività per il cloud computing e per la collaborazione come Google Suite, all’assessment delle competenze digitali per verificare il livello di “maturità digitale” dei collaboratori per individuare le persone con spiccato mindset digitale e propensione all’innovazione, creatività, pensiero laterale che nei prossimi mesi saranno ingaggiati come facilitatori in grado di accompagnare e supportare i colleghi delle varie strutture nel processo di cambiamento legato alla digitalizzazione, contribuendo allo sviluppo di una cultura dell’innovazione ai vari livello dell’organizzazione.

Lo Smart Working è, dunque, orientato in ottica people strategy, ovvero gestione strategica delle persone in funzione degli obiettivi organizzativi. La partecipazione al progetto VeLA ha portato come valore aggiunto il confronto con altre organizzazioni, perché “è dalla diversità (di esperienze e progettualità) che nasce valore”.

Prossimi passi? Insieme alla Città Metropolitana e alla Regione, cercare di coinvolgere e supportare nel percorso verso lo smart working gli altri comuni del territorio e le Unioni. “Il Comune, di fatto - ribadisce Bonzagni - non fa che svolgere la sua funzione statutaria: occuparsi dello sviluppo della sua comunità, non solo coinvolgendo gli altri enti pubblici ma anche collaborando e lavorando con le proprie società partecipate (Aeroporto Marconi, Fiera di Bologna, Azienda Trasporti Consorziali, etc.) oltre che con le Associazioni di categoria, Associazioni professionali etc.”. Sono, infatti, “l'atmosfera e la cultura che ruotano intorno alle cose, che cambiano le cose stesse”.

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pubblicato il 2019/06/20 10:05:45 GMT+2 ultima modifica 2019-06-20T10:05:46+02:00